Gianfranco Sacchetti - Arte e Ricerca

Mostra a Regensburg, Titolo, " visibile non visibile"

La corrente dell’Informale che ha dominato gli anni Cinquanta, si basava su un rifiuto aprioristico della ragione, progenitrice, quest’ultima, della forma, sia figurativa che non. Con essa, i mezzi tradizionali d’espressione, come la linea, il colore e la figura perdevano il loro significato, dando alla materia una esclusiva potenzialità espressiva. Apice massimo della sua poetica era la coincidenza dell’atto del creare con l’agire – con l’essere (dell’artista) – e l’oggetto risultante, perlopiù la superficie bidimensionale del quadro, era la documentazione finale di quell’intenso attimo creativo.
Nonostante siano passati più di cinquant’anni, e storicamente non esista più, l’Informale è rimasto come stile e ha trovato nell’arte contemporanea un buon seguito di pubblico.
Restringendo il discorso all’area emiliana, l’informale bolognese storico, teorizzato dal critico Francesco Arcangeli, che fece risaltare, tra gli altri, Mario Nanni, Mattia Moreni e Vasco Bendini, dimostra come in questa regione, l’utilizzo libero del gesto che rivaluta la materia, abbia trovato un terreno fertile. Introdurre l’artista emiliano Gianfranco Sacchetti attraverso la corrente bolognese dell’informale storico, può apparire riduttivo, ma da un certo punto di vista è d’obbligo.
Le prime realizzazioni dell’artista risalgono al 1973, ma già in esse emerge un rapporto intenso con la materia. Una materia povera, una struttura primaria utilizzata nell’edilizia, un supporto duro, quindi, sui quali l’azione dell’artista avviene solo con l’utilizzo di strumenti adeguati. Cemento, lamiera, gesso, diventano superfici importanti, il cui unico ruolo è quello di registrare il tempo, di salvaguardare la memoria.
In Sacchetti, allora come oggi, la materia dialoga col tempo attraverso delle stratificazioni, che egli lascia appositamente intravedere.
Gli ultimi lavori mostrano il cartone come supporto mnemonico. L’artista, tramite strumenti carpiti dall’ambito artigianale, ce ne mostra gli strati, pervenendo allo stesso tempo, ad un suo arricchimento di superficie. Interessante è il contrasto tra la superficie leggera e “vulnerabile” del cartone e le strumentazioni e gli interventi chimici che usa su di essa. Una lotta apparentemente impari, quella che instaura Sacchetti, ma che permette a quella superficie povera di acquistare un tono “altro”, più nobile. E non solo. A ben guardare, le tinte rosse, verdi, azzurre, introducono una valenza tematica, in quanto si distribuiscono secondo un ordine ben preciso. Emergono tematiche che si avvicinano al figurativo, in quanto accennano a paesaggi suddivisi in perentorie e nette fasce orizzontali. Nella parte superiore si intravede un cielo che cede il passo ad uno strato terroso, che a sua volta sfuma rapidamente in una striscia più omogenea.
Da un punto di vista semiotico, Sacchetti gioca con due tipi di stratificazioni: una di superficie e una di profondità. La prima è data dall’avvicendarsi di zone di colore ad andamento orizzontale molto nette; la seconda, successiva alla prima durante il processo creativo, è una stratificazione di profondità e si focalizza per lo più negli strati centrali di superficie.
Due diverse stratificazioni si avvicendano, quindi. Due diversi modi di fare arte in Sacchetti. Un decorativismo che resta sulla superficie, in cui si intravedono paesaggi, rilievi pianeggianti in divenire da un lato e un riutilizzo dell’informale che indaga le profondità della materia dall’altro. Due modi di concepire l’arte completamente differenti e che nel nostro artista si avvicendano perfettamente. Da questi lavori, come si è accennato in precedenza, emerge l’elemento temporale, che segna il passaggio tra le due differenti stratificazioni. L’artista indaga la superficie, l’accarezza con polveri chimiche cromatiche, abbellendola esteticamente.
Poi Sacchetti cambia registro; tramite l’utilizzo di strumenti industriali incandescenti ad elevata azione abrasiva, incide il cartone, lo scava. Come un geologo, come un indagatore del tempo e dello spazio, penetra nella materia, la scopre in più punti, ce ne mostra i differenti strati che risaltano con forme ed orientamenti diversi. Il quadro diventa la mappa di un territorio sulla quale l’artista segna il percorso intrapreso dall’ambiente naturale della superficie all’oscurità che sta sotto di esso.
E noi fruitori restiamo ammaliati da quelle misteriose lacerazioni, da quelle zone scoperte, nude, scure e sensuali.

Marco Tomasini    

Gianfranco Sacchetti Tinarelli
Nato a Bologna il 29 aprile 1943, vive e lavora a Budrio (Bologna), Via Europa 42
Born in Bologna on 29th April, 1943. He currently works and lives in Budrio (Bologna), Via Europa 42
telefono e fax 051 800082 - cell. 348.5258932

MOSTRE PERSONALI (PERSONAL EXHIBITIONS)

2009 Atrebates “Moto sussultorio”, Dozza Imolese
2007 Sala delle Colonne “Provare e Riprovare”
       Patroc. Comune Bagnacavallo, Ravenna

2007 Spazio Arte ass. Ras “Moto sussultorio”, Ozzano Emilia (BO)

2006 Calderarte circolo artistico, Calderara di Reno

2004 Art EM Studio “Percorsi”,  Ravenna
2003 Castiglione Arte, Bologna

2002 Palio di Ferrara - Patrocinio Assessorato alla Cultura
       (Regional Council Art Fund), Ferrara

2000 Spazio Arte Viandanti - Patrocinio Assessorato alla Cultura
       (Regional Council Art Fund), Bologna

1999 Circolo Amici delle Arti, Ferrara

1998 G.G. Arte Studio, Bologna
1998 Sala Picasso, Lido degli Estensi

1995 Centro Lavoro Arte, Milano

1989 Circolo culturale Mabuse, Bologna

1988 Circolo artistico, Calderara di Reno (Bologna)
1988 Sede Cassa Rurale e Artigiana, Vergato (Bologna)

1987 News (circolo culturale), Modena
1987 Circolo Corte del Muto, Budrio (Bologna)

1984 Circolo artistico, Calderara di Reno (Bologna)

1983 Circolo Corte del Muto, Budrio (Bologna)

1980 Galleria Centro D’Arte Mascarella, Bologna

1979 Teatro Consorziale, Budrio (Bologna)

1978 Teatro Carani, Sassuolo (Modena)

1976 Circolo culturale, Castenaso (Bologna)

1975 Galleria 308, Imola

 

MOSTRE CON GRUPPO “LE FORME” 
(EXHIBITIONS WITH “LE FORME” GROUP)

1991 Studio Panigati, Milano
1991 Sala comunale “Fienile”, Castel S. Pietro (Bologna)
1991 Galleria Vittoria, Centro culturale S. Agostino, Roma

1990 Galleria Gothic, Mandello Lario (Como)
1989 Auditorium S. Lorenzo, Cento (Ferrara)
1989 Galleria 9 Colonne, Brescia
1989 Galleria 9 Colonne, Bologna

 

MOSTRE COLLETTIVE (COLLECTIVE EXHIBITIONS)
2009 mostra collettiva a Gjula (Ungheria)
2009 "Contemporanea " artefiera a Forlì
2009 Sala Rosa “L’artista allo specchio del reale” Collettiva internazionale, Budrio
2008 collettiva internazionale Sindia Sardegna
2007 Sede Endas “Desertificazione”, Cesena
2006 La vecchia Filanda “Barducci, Pierantozzi,Sacchetti” Patr. Comune Forlì
2006 Abdus Salam (ICTP) “Creatve Sinergy = Energi”, Trieste
2006 Sala del Paradisino “Altrove”, SAV Modena
2005 Sala Silenzium “E-20 naturali”, Bologna
2005 Garagenglerie “Sack&Pack”, Salisburgo (Austria)
2004 Kunst Forum International “Ausstellung”, Meisterschwanden (Svizzera)

2003 KunstForum International, Meisterschwanden (Svizzera)

2000 Paesaggio perduto/Paesaggio ritrovato, Castel S. Pietro Terme (Bologna)

1999 “L’altro paesaggio”
        Patrocinio dai comuni di: Castel San Pietro, Sasso Marconi e S.N.A., Bologna
1999 5° Salone International d’Art Plastiques, Barcellona (Spagna)

1998 Promocio d’Artistes, Aceas, Barcellona (Spagna)

1997 Sala Picasso, Lido degli Estensi (Ferrara)

1996 Artisti italiani in Svezia, Art Amiction International Gallery, Stoccolma

1996 Studio Santa Croce Arti Visive, Tivoli

1992 Mostra Internazionale di Mail Art, Bologna

1990 Collettiva, Eichenau (Germania)

1984 Sparkasse, Coburg (Germania)
1984 Collettiva, Bellinzona (Svizzera)
1975 Artesport, Palazzo d’Accursio, Bologna

 

CONCORSI (COMPETITIONS)

2003 Seconda Biennale d’Arte contemporanea “il De Nittis”,
        premio della critica, Barletta

2000 Dedicato a Remo Brindisi
        2°classificato Medaglia del Senato, Castello Estense, Mesola (FE)

1998 Dedicato a Remo Brindisi
        3°classificato Medaglia d’Argento della Camera dei Deputati, Comacchio (FE)

1986 Concorso CO.ES.DA città di Bologna - 2° classificato, Bologna

1984 Concorso nazionale città di Bologna “La Pace” 
        Medaglia d’oro 5° classificato, Bologna

1983 Concorso nazionale città di Monterenzio - 3° classificato, Monterenzio (BO)

1980 Concorso nazionale Arte più Arte - 2° classificato, Milano

1979 Concorso nazionale Ass. Quadrato - 2°classificato, Torino
1977 Concorso nazionale AVIS - 4° classificato, Budrio (Bologna)


STAGE (WORKSHOPS)

2009 Simposio internazionale Sinji vrh ( Slovenia)
2009 Simposio internazionale Goluchow (Polonia)

2009 Parco Mirabel “la lunga notte dei Musei” Salisburgo (Austria)
2007 Parco Mirabel Simposio internazionale Salisburgo (Austria)
2005 Le cappucine Biennale di arte contemporanea Bagnacavallo (RA)
2005 Parco Mirabel Simposio internazionale Salisburgo (Austria)
1997 International Ceramic Workshop Escuela Internacional de Verado “Textura”,
        Gijòn

1991 Stage estivo di scultura presso il Centro Arte Aperto
       (Summer sculpture workshop at the Centro Arte Aperto), Prof. Galassi, Faenza
1990 Stage estivo di progettazione presso il Centro Arte Aperto
       (Summer drafting workshop at the Centro Arte Aperto), Prof. Galassi, Faenza


FIERE (ART FAIRS)

2006 Arte Fiera Salisburgo, Austria
2005 Arte Fiera Padova
2005 Arte Fiera Salisburgo, Austria
2003 Arte Fiera Salisburgo, Austria

2001 Arte Fiera Salisburgo, Austria
2001 Arte Fiera Innsbruck, Austria
1997 Arte Fiera, Vicenza
1997 Art Antibes - Salone Internazionale arte contemporanea
       (International Fair of Contemporary Art), Antibes, Juan-Les-Pins

 


Gianfranco Sacchetti Tinarelli
Via Europa 42 - Budrio (Bologna) - telefono e fax 051 800082 - cell. 348.5258932

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