Arte e Ricerca

Gianfranco Sacchetti

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La Materia all'Idea

Sacchetti affronta il problema della materia con sapienza autenticamente artigianale, ma come proposizione artistica inserisce il gusto innato della ricerca che non si sofferma sui risultati acquisiti. In passato ha affrontato con impatto diretto la brutalità del cemento su di una superficie di sostegno reticolare o su quelle canne legate insieme che costituivano il supporto dei tetti dei casolari contadini.

Con i materiali ha sicuramente dimestichezza e questa familiarità è accompagnata anche da uno slancio di subitanea spontaneità che non gli impedisce di mostrarsi anche su di un terreno non facile. E certamente i riferimenti ai maestri dell’informale sono d’obbligo dato che per lo meno i” muros” di Tapies sono da ricordare come illustri progenitori, ma certamente Sacchetti ha mostrato nel suo partire da ‘se stesso” di voler oltrepassare gli ostacoli che lui stesso si proponeva. In questo c’è stoffa di artista. 

Poi è passato a sperimentare dei cementi colorati sulla tela grezza di iuta o di cotone che abrasi lasciano delle tenui e indimenticabili tracce di colore. Questo periodo “lirico” (definiamolo così con sufficiente approssimazione) pur nei suoi esiti tutti da scoprire, ha lasciato il posto ad una pittura-scultura poveristica che esibisce le trame di cartoni da imballaggio, di materiali per l’edilizia e di altre diavolerie che non hanno niente a che fare con le “belle arti” almeno fino a quando l’artista non decide di cambiarne il significato. In questa ultima serie di opere Sacchetti si lascia tentare dai valori plastici, ma si comprende come egli punti sulla comunicazione diretta della materia senza velature di sorta. 

Le bruciature cui sottopone i cartoni sono un omaggio non tanto ai suoi padri spirituali, quanto la rivelazione di una materia che va piegata ad una forza superiore. Con questo si dimostra come la creazione non sia un movimento spontaneo dell’intelletto, ma piuttosto il piacere della mano di modificare l’esistente. Fra pause e ripensamenti l’attività di Sacchetti si muove perennemente in direzione del caso (l’oggetto trovato, lo scegliere dal mondo del lavoro gli strumenti potenziali dell’arte) e del destino che in questo caso è rappresentato dall’artista che costringe la Materia all’idea. 

Valerio Dehò